Seduta positiva per le azioni Unicredit che, dopo circa un’ora e mezza dall’apertura delle contrattazioni, svettano in testa al Ftse Miob grazie a un rialzo del 2,22% a 77,76 euro, tutto ciò in un contesto di mercato più cauto, con l’indice principale di Piazza Affari in progresso di circa un punto percentuale. La sovraperformance del titolo bancario arriva in concomitanza con l’aggiornamento sul programma di riacquisto di azioni proprie, elemento che il mercato, di solito, interpreta come un chiaro segnale di forza patrimoniale e disciplina nella gestione del capitale.
Vediamo allora nel dettaglio quali sono state le novità sul piano di acquisto di azioni proprie di Piazza Gae Aulenti.
Nel quadro del piano di acquisto di azioni proprie avviato il 2 dicembre 2025, Unicredit ha comunicato nuovi dettagli relativi alle operazioni effettuate tra il 26 e il 30 gennaio 2026. In questo arco temporale la banca ha riacquistato 1.854.597 azioni, a un prezzo medio ponderato di 72,9585 euro, per un controvalore complessivo pari a 135,31 milioni di euro.
L’operatività conferma il ritmo sostenuto del programma, che procede senza discontinuità e contribuisce a ridurre il numero di azioni in circolazione, con effetti positivi in termini di remunerazione per azione e percezione del titolo sul mercato.
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Dall’aggiornamento all’andamento complessivo. Alla data del 30 gennaio 2026, Unicredit aveva complessivamente acquistato 23.944.290 azioni proprie, equivalenti all’1,54% del capitale sociale, per un investimento di circa 1,6 miliardi di euro. Si tratta di un importo che rappresenta oltre il 90% della Seconda Tranche del Residuo SBB 2024 a dimostrazione del fatto che il programma sia ormai in una fase avanzata di esecuzione.
Considerando anche le operazioni realizzate nell’ambito della Prima Tranche del Residuo SBB 2024, la banca detiene complessivamente 51.449.455 azioni proprie, pari a circa il 3,3% del capitale. Si tratta di un livello che rafforza la flessibilità nella gestione del capitale e lascia aperte diverse opzioni strategiche per il futuro.
L’aggiornamento sul buyback si va ad inserire in un quadro di performance borsistica già molto robusta. Unicredit registra infatti un rialzo di circa l’8% nell’ultimo mese, mentre il confronto anno su anno evidenzia un progresso di circa il 70%.
Questi numeri collocano il titolo tra i migliori del comparto bancario europeo per dinamica dei corsi, La combinazione di risultati operativi solidi, ritorni di capitale agli azionisti e miglioramento della percezione del rischio è il punto di forza della banca.
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A rafforzare ulteriormente il sentiment positivo sta contribuendo anche l’azione di S&P Global, che ha recentemente migliorato l’outlook sul rating di UniCredit da stabile a positivo. La decisione si inserisce nel contesto del miglioramento del merito creditizio dell’Italia, ma evidenzia anche elementi specifici della banca.
L’agenzia ha confermato il rating di lungo termine e il Senior Preferred a “A-”, un livello superiore a quello sovrano, e ha mantenuto il rating di breve termine a “A-2”.
Secondo S&P, i giudizi su Unicredit sono sostenuti dalla diversificazione geografica in Europa, dalla robusta capacità di generare utili, da una posizione di liquidità solida e da una qualità degli attivi considerata adeguata.
Nel complesso, l’avanzamento del buyback, unito alla forza del titolo in corsa e al miglioramento dell’outlook sul rating, consolida il profilo di Unicredit come caso di riferimento nel settore bancario italiano. Il mercato continua a premiare la visibilità sulla gestione del capitale e la coerenza della strategia di Piazza Gae Aulenti, entrambi elementi che si riflettono in una netta sovraperformance rispetto all’indice di riferimento.


