Seduta ad alta tensione per LU-VE Group sul segmento STAR di Borsa Italiana. Quando manca poco al giro di boa delle ore 13, le azioni LU-VE registrano un crollo dell’8,6%, scivolando sotto la soglia dei 38 euro, con un movimento che porta il calo su base mensile al 6%. Una correzione violenta, che ha colto di sorpresa parte del mercato e che trova una spiegazione precisa in un’operazione straordinaria sul capitale, condotta da G4 e Finami, principali azionisti non industriali del gruppo.
Il sell-off non è quindi legato a un deterioramento dei fondamentali operativi, ma a una dinamica tipica di mercato che gli investitori istituzionali conoscono bene: collocamento accelerato con sconto rilevante sul prezzo di borsa.
Dal punto di vista tecnico, il calo è ovviamente accompagnato da volumi elevati, segnale che il mercato ha reagito in modo diretto e immediato a un evento percepito come diluitivo nel breve termine, pur non modificando la struttura industriale della società.
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Alla base del sell-off c’è la comunicazione di G4 e Finami, che hanno annunciato il completamento della cessione di 1.111.715 azioni ordinarie LU-VE, pari complessivamente al 5% del capitale sociale. Le azioni sono state collocate a un prezzo di 37 euro per titolo, per un controvalore complessivo di circa 41,1 milioni di euro.
L’elemento chiave che ha innescato la reazione negativa del mercato è lo sconto applicato sul prezzo di collocamento. I 37 euro per azione incorporano infatti una riduzione di circa l’11% rispetto alla chiusura precedente del titolo, che era avvenuta in area 41,5 euro. In questi casi, il mercato tende ad allinearsi rapidamente al prezzo dell’operazione, generando pressioni ribassiste immediate.
L’operazione è stata realizzata tramite una procedura di accelerated bookbuilding (ABB), una modalità che consente di collocare rapidamente pacchetti azionari rilevanti presso investitori istituzionali. Dal punto di vista tecnico, si tratta di uno strumento efficiente, ma che spesso comporta uno sconto significativo per garantire il buon esito dell’operazione in tempi molto rapidi.
Per il mercato, però, l’ABB ha due effetti collaterali nel breve periodo. Da un lato introduce un nuovo riferimento di prezzo più basso ma dall’altro aumenta la pressione psicologica sulle quotazioni, perché segnala la volontà di alcuni azionisti di ridurre l’esposizione.
È esattamente questo meccanismo che spiega il crollo delle azioni LU-VE nella seduta di oggi.
Un punto importante per gli investitori è comprendere la natura dei venditori. G4 e Finami non sono azionisti industriali con un ruolo operativo nella gestione del gruppo, ma soggetti finanziari. La cessione viene infatti letta come un ribilanciamento della partecipazione da parte di azionisti non strategici, piuttosto che come un segnale di sfiducia sul business.
In quest’ottica, l’operazione ha anche un risvolto potenzialmente positivo nel medio periodo: l’aumento del flottante e della liquidità del titolo sul mercato. Più azioni in circolazione e maggiore scambiabilità possono rendere LU-VE più appetibile per alcuni investitori istituzionali, soprattutto quelli con vincoli di liquidità minima.
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Il punto chiave per chi guarda LU-VE con un’ottica da investitore è distinguere tra reazione tecnica e valutazione fondamentale. Il sell-off odierno è chiaramente legato a un evento straordinario sul capitale e non a un peggioramento delle prospettive operative del gruppo, attivo negli scambiatori di calore e nei componenti per la refrigerazione commerciale e industriale.
Tuttavia, nel breve periodo il mercato tende a prezzare lo sconto e a riequilibrare domanda e offerta. Questo spiega perché il titolo sia sceso anche sotto il prezzo di collocamento, in una fase iniziale di assestamento.
E adesso, cosa potrebbe succedere?
Nel brevissimo termine, le azioni LU-VE potrebbero restare volatili, finché il mercato non avrà completamente assorbito il nuovo assetto dell’azionariato e il maggiore flottante. Dal punto di vista tecnico, l’area intorno ai 37 euro diventa un riferimento chiave.
In ottica di medio periodo, però, l’operazione può essere letta come neutrale o addirittura costruttiva, se l’aumento di liquidità favorirà una migliore valorizzazione del titolo.
Come spesso accade sullo STAR, la reazione immediata è stata violenta. Ora la parola passa alla capacità del titolo di stabilizzarsi e di dimostrare che i fondamentali restano il vero driver di valore nel tempo. Ricordiamo che le azioni LU-VE rispetto a un anno fa risultano apprezzate del 33%.
