Seduta positiva per Banca Sistema che torna a salire in borsa sulla scia delle novità relative all’OPA lanciata da Banca CF+. Il titolo passa di mano a 1,68 euro, segnando un progresso dell’1,93% rispetto alla chiusura precedente, in controtendenza rispetto a un mercato prudente. Il movimento consente inoltre di ridurre il rosso mensile al 2,87%, segnale che la pressione ribassista delle scorse settimane si sta progressivamente attenuando.
Il rialzo è strettamente connesso alla decisione del consiglio di amministrazione di Banca CF+ di aumentare il corrispettivo dell’offerta pubblica di acquisto sulle azioni ordinarie di Banca Sistema. Una mossa che ha riacceso l’interesse degli investitori, portando il mercato ad adeguare le quotazioni verso il nuovo valore implicito dell’operazione.
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Il punto centrale della seduta è l’incremento del prezzo dell’offerta da 1,80 euro a 1,89 euro per azione. L’aumento massimo è pari a 0,09 euro, articolato in una componente in contanti e in una parte in azioni.
Nel dettaglio, il nuovo corrispettivo prevede 1,432 euro in contanti, con pagamento fissato per il 6 marzo, e una componente variabile fino a 0,458 euro in azioni di Kruso Kapital, da attribuire entro sei mesi. Per ciascuna azione portata in adesione saranno assegnate 23 azioni Kruso Kapital, previo frazionamento dei titoli sulla base di un rapporto 1:98.
L’operazione, oltre a rappresentare un rafforzamento dell’offerta, prevede anche l’acquisizione indiretta di una partecipazione di controllo in Kruso Kapital, elemento che aggiunge una dimensione industriale più ampia alla proposta.
Il nuovo prezzo incorpora un premio significativo rispetto alle medie dei prezzi ufficiali registrati nei tre e sei mesi precedenti l’annuncio, rafforzando l’attrattività dell’OPA e spiegando il rinnovato slancio del titolo in Borsa.
Il rialzo delle azioni Banca Sistema riflette un meccanismo tipico delle operazioni di OPA: quando il corrispettivo viene migliorato, il mercato tende a riallineare il prezzo verso il nuovo valore implicito dell’offerta.
Secondo le stime degli analisti, sulla base dei prezzi di chiusura più recenti, il controvalore implicito del nuovo corrispettivo si attesta intorno a 1,82 euro, ovvero circa il 5% in più rispetto alla precedente valorizzazione. Questo differenziale ha offerto spazio per acquisti speculativi e per un riaggiustamento tecnico delle quotazioni.
Il fatto che il titolo tratti a 1,68 euro indica che permane ancora uno sconto rispetto al prezzo dell’OPA, elemento che il mercato continua a valutare alla luce dei rischi di esecuzione, della struttura mista dell’offerta e delle tempistiche di pagamento della componente azionaria.
Ricordiamo che il periodo di adesione si concluderà il 27 febbraio, data che rappresenta un ulteriore catalizzatore per il titolo. Fino ad allora è probabile che le quotazioni restino ancorate alle dinamiche dell’offerta, con volatilità legata alle aspettative sul successo dell’operazione. Non ci sarebbe nulla di cui stupirsi.
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Il rialzo odierno segnala che gli investitori stanno attribuendo maggiore probabilità al buon esito dell’OPA dopo l’aumento del prezzo. Il miglioramento del corrispettivo ha infatti rafforzato la percezione di impegno da parte dell’offerente e ha reso l’offerta più competitiva rispetto alle valutazioni di mercato precedenti.
La riduzione del rosso mensile al 2,87% testimonia come la revisione al rialzo dell’OPA abbia contribuito a stabilizzare il titolo dopo una fase di debolezza. Il mercato sta ora incorporando nel prezzo sia il premio offerto sia la struttura complessa dell’operazione, che combina cash e azioni.
Verrebbe da pensare che finché il dossier resterà aperto, sarà proprio l’evoluzione dell’operazione a guidare l’andamento del titolo in borsa.


