Oracle torna sotto i riflettori degli analisti dopo la recente correzione in Borsa. Oppenheimer ha aggiornato la propria raccomandazione sul titolo Oracle (NYSE: ORCL), portandola da Perform a Outperform, con un prezzo obiettivo fissato a 185 dollari. Secondo la banca d’investimento, il forte ribasso registrato negli ultimi mesi ha creato condizioni favorevoli per un ingresso più interessante, migliorando sensibilmente il rapporto tra rischio e rendimento.
L’upgrade arriva in un momento delicato per Oracle, impegnata in una trasformazione strategica che richiede investimenti significativi, soprattutto nelle infrastrutture legate al cloud e all’intelligenza artificiale.
Dalla fine del 2025, le azioni Oracle hanno subito una forte pressione, con un calo complessivo di circa il 25% nel corso del 2026. Questo ribasso è stato alimentato principalmente da:
Secondo Brian Schwartz, analista di Oppenheimer, la contrazione dei multipli – ridotti di oltre il 50% rispetto ai livelli di settembre – ha reso Oracle più interessante dal punto di vista valutativo. Tuttavia, ha sottolineato che il mercato avrà bisogno di prove concrete per confermare la sostenibilità finanziaria del nuovo modello più capital-intensive.
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Nonostante le incertezze di breve periodo, le prospettive di crescita restano solide. Oppenheimer prevede che Oracle possa emergere come uno dei principali generatori di crescita degli utili per azione (EPS) nel settore software.
Le stime indicano:
Anche ipotizzando ricavi inferiori del 25% rispetto alle previsioni del management, l’analista ritiene comunque possibile un raddoppio degli utili entro il FY30. Questo posizionerebbe Oracle tra le migliori società large cap del settore software in termini di crescita degli utili.
Uno degli elementi chiave che ha spinto Oppenheimer a migliorare il rating riguarda la riduzione dei rischi finanziari e operativi. In particolare, Oracle ha rafforzato la propria posizione grazie a:
Secondo l’analista, Oracle appare relativamente meno esposta alle potenziali disruption dell’AI rispetto ad altri operatori, e il titolo risulta ancora sottopesato nei portafogli degli investitori istituzionali, lasciando spazio a possibili rivalutazioni future.
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Nonostante il miglioramento delle prospettive, restano alcune criticità che continuano a frenare l’entusiasmo del mercato. Tra i principali fattori di rischio:
Oracle è quindi ancora considerata un “titolo da dimostrare”, che dovrà confermare nel tempo la solidità della propria trasformazione.
Secondo Oppenheimer, il contesto attuale offre un equilibrio più favorevole tra rischio e opportunità. La compressione delle valutazioni e la progressiva mitigazione dei rischi potrebbero sostenere un miglioramento del sentiment degli investitori nei prossimi trimestri.
Se Oracle riuscirà a dimostrare l’efficacia dei suoi investimenti in cloud e intelligenza artificiale, il titolo potrebbe beneficiare di una rivalutazione significativa, tornando a essere uno dei protagonisti del settore tecnologico globale.
Il recente calo del titolo non rappresenta necessariamente un segnale negativo, ma potrebbe invece offrire una finestra di ingresso strategica per gli investitori con una visione di medio-lungo periodo.
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