L'aggiornamento è arrivato il 25 febbraio 2026, quando Amy Oldenburg, responsabile della strategia per gli asset digitali della banca, ha affermato che la mossa fa "assolutamente" parte della roadmap a lungo termine.
Intervenendo alla conferenza Bitcoin for Corporations a Las Vegas, Oldenburg ha descritto i servizi come nelle fasi iniziali di esplorazione. Tuttavia, ha chiarito che il lending contro Bitcoin e la generazione di rendimenti sulle partecipazioni sono visti internamente come estensioni naturali delle più ampie ambizioni crypto della banca.
La strategia della banca segue un lancio strutturato e multi-fase progettato per integrare gradualmente gli asset digitali nel suo tradizionale ecosistema di intermediazione.
La prima fase, già in corso all'inizio del 2026, si concentra sul trading spot diretto per le principali criptovalute tra cui Bitcoin, Ethereum e Solana. Questi servizi vengono distribuiti a milioni di clienti al dettaglio tramite la piattaforma E*TRADE attraverso una partnership con il fornitore di infrastrutture crypto ZeroHash.
La seconda fase, prevista per metà 2026, si concentra sulla costruzione di un'infrastruttura di custodia nativa e di uno stack di exchange proprietario. L'obiettivo è raggiungere un'affidabilità di livello istituzionale riducendo al contempo la dipendenza da fornitori di terze parti. Sviluppando sistemi di custodia e trading interni, Morgan Stanley mira a rafforzare il controllo operativo e a migliorare l'allineamento normativo.
Solo dopo aver stabilito la custodia, la terza fase entra in primo piano: integrare prodotti di lending e rendimento su Bitcoin direttamente nei conti di intermediazione. Ciò consentirebbe ai clienti di prendere in prestito contro le loro partecipazioni in BTC o guadagnare interessi su di esse senza spostare gli asset fuori dalla piattaforma.
Oldenburg ha indicato il crescente slancio nei mercati del credito on-chain e nel lending della finanza decentralizzata come catalizzatore inaspettato. L'accelerazione delle strategie di borrowing e rendimento basate su DeFi avrebbe intensificato le discussioni interne su come le istituzioni finanziarie tradizionali possano partecipare senza compromettere gli standard di conformità.
Con quasi 9.000 miliardi di dollari in asset dei clienti in gestione, Morgan Stanley vede un'opportunità significativa di riportare sotto la propria supervisione le partecipazioni crypto che attualmente si trovano su piattaforme esterne. La strategia riflette uno sforzo più ampio da parte delle grandi banche per catturare flussi di entrate che storicamente sono andati alle aziende native crypto.
Nonostante le sue ambizioni in espansione, la banca continua a consigliare moderazione. Le linee guida attuali suggeriscono ai clienti di limitare l'esposizione a Bitcoin tra il 2% e il 4% delle allocazioni totali del portafoglio, rafforzando la visione di BTC come posizione satellite piuttosto che partecipazione principale.
Oltre al trading diretto e al lending prospettico, Morgan Stanley si è anche spostata verso veicoli di investimento regolamentati. All'inizio di gennaio 2026, la società ha presentato domanda per fondi negoziati in borsa spot su Bitcoin, Ethereum e Solana, con l'obiettivo di fornire strutture conformi e familiari per l'esposizione agli asset digitali.
Se eseguita come delineato, l'aggiunta di servizi di lending e rendimento segnerebbe un cambiamento importante per un'istituzione di Wall Street delle dimensioni di Morgan Stanley. Combinando trading, custodia, prodotti ETF e infine soluzioni di credito e rendimento sotto un unico ombrello, la banca si sta posizionando per competere direttamente sia con le piattaforme native crypto che con altri giganti finanziari tradizionali che entrano nello spazio.
Mentre le tempistiche rimangono fluide e i prodotti di lending sono ancora in fase di sviluppo, la direzione è chiara: Bitcoin si sta muovendo più in profondità nell'infrastruttura di intermediazione mainstream, e Morgan Stanley intende essere completamente collegata a questa evoluzione.
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