Le azioni Moncler stanno vivendo una seduta da protagoniste assolute: mentre è in corso la redazione dell’articolo il titolo sale del 10,5% a 55,58 euro, mentre il Ftse Mib si ferma a un modesto +0,9%. La sovraperformance è netta e manda un segnale chiaro al mercato. Dopo mesi difficili, gli investitori tornano a comprare con decisione la maison.
Il rimbalzo cambia anche la fotografia di breve periodo: il saldo mensile delle azioni Moncler diventa positivo per +11,24%. Resta però un elemento che invita alla prudenza: su base annua la maison è ancora in calo del 15%. Il rally attuale rappresenta quindi una reazione forte, ma dentro un quadro di recupero ancora incompleto.
Il motivo di questa accelerazione è nei conti 2025, che sembrano aver sorpreso positivamente andando a riaccendere la fiducia su crescita e margini.
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Guardando ai numeri, il gruppo guidato da Remo Ruffini ha mandato in archivio il 2025 con ricavi consolidati pari a 3.132,1 milioni di euro, in crescita del 3% a cambi costanti. Il dato annuale evidenzia una certa solidità, ma è soprattutto il quarto trimestre a convincere il mercato.
Negli ultimi tre mesi dell’anno i ricavi di Moncler hanno segnato una crescita del 7% a cambi costanti, raggiungendo 1.290,8 milioni. Il marchio Moncler, in particolare, ha messo a segno un progresso del 6%, mentre Stone Island è salito del 16%.
È questo cambio di passo che alimenta il rally: il mercato legge nei numeri un miglioramento del ritmo di vendita proprio in una fase in cui molti competitor faticano.
Scendendo nel conto economico, l’Ebit di gruppo si attesta a 913,4 milioni con un margine del 29,2%. La marginalità resta quindi elevata e dimostra resilienza nonostante un contesto operativo più sfidante. Per finire, il risultato netto si è posizionato a 626,7 milioni, leggermente inferiore all’anno precedente ma comunque su livelli molto solidi.
Durante la conference call, il management della quotata dei piumini ha poi messo in evidenza che anche il 2026 è partito bene. Inutile dire che questa presa di posizione ha rafforzato ulteriormente la percezione di continuità del momentum.
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Analizzando nel complesso i conti di Moncler viene da pensare che il mercato abbia apprezzato tre elementi chiave. Primo: la capacità del brand Moncler di mantenere un posizionamento forte nel lusso, in particolare presso la clientela cinese, che continua a rappresentare un motore fondamentale. Secondo: la progressione di Stone Island, che apre un nuovo capitolo rafforzando presenza retail e qualità della distribuzione. Terzo: la visibilità sul 2026, che parte con indicazioni positive.
Nel suo intervento Ruffini ha messo in evidenza anche un ulteriore punto strategico: con l’arrivo ad aprile del nuovo CEO Leo Rongone, lui resterà comunque presidente esecutivo senza fare alcun passo indietro. La permanenza di Ruffini è chiaramente un elemento di stabilità che rassicura chi teme discontinuità nella governance a causa dell’arrivo del nuovo CEO.
Gli analisti che hanno preso la parola dopo i conti 2025 di Moncler hanno evidenziato che i numeri hanno battuto il consensus. Tuttavia, non tutti sono improvvisamente bullish. Alcuni restano cauti, sottolineando che il marchio è ormai maturo e che sostenere ritmi di crescita a doppia cifra nel lungo periodo è più complesso rispetto al passato. Negli ultimi anni la crescita di Moncler sembra del resto beneficiare molto più del prezzo/mix che dei volumi, segnale di una fase più avanzata del ciclo.
Sul fronte raccomandazioni il quadro di Moncler è articolato. C’è chi mantiene prudenza con giudizi neutrali e target in area 54-57 euro, interrogandosi sulla sostenibilità dell’accelerazione vista nel quarto trimestre. Altri invece vedono valore.
Gli analisti più ottimisti parlano di valutazione interessante, sottolineando che il titolo tratta a multipli attraenti rispetto al settore. Il rapporto prezzo/utili attesi di fine anno si aggira intorno a 20 volte, rendendo Moncler uno dei nomi più a sconto nel comparto, subito dopo Prada.
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Il punto centrale è questo: il mercato sta premiando un titolo che negli ultimi mesi ha sottoperformato e che ora dimostra di saper reagire. La forte accelerazione delle vendite nel finale di 2025 e il buon avvio del 2026 cambiano la narrativa.
Resta la domanda chiave per gli investitori: il ritmo del quarto trimestre è replicabile nei prossimi trimestri? Se la risposta sarà positiva, il rally potrebbe avere spazio ulteriore. In caso contrario, il titolo rischia di tornare in una fase laterale.


